La moda del “turismo lento” che impazza anche in Italia

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Il turismo “lento” è un trend emerso in risposta alla frenesia del nostro mondo globalizzato e, soprattutto, per compensare i flussi turistici verso le mete e le attrazioni più commerciali. In altre parole questa nuova forma di turismo nasce dall’esigenza di godere del relax, dei benefici naturali e delle cornici scenografiche meravigliose di posti meno popolari, ma pur sempre meritevoli di una visita. 

Cos’è il turismo lento?

Si tratta di un nuovo modo di vivere l’esperienza turistica che ci aiuta a scoprire mete sconosciute, assaggiare i cibi tradizionali e vivere il viaggio non in qualità di turista ma come un ospite in casa d’altri. Parte del turismo lento è, senza dubbio, la riscoperta delle mete più belle del nostro Paese, senza per forza doversi spostare di migliaia di chilometri da casa, scoprendo, ad esempio, cosa vedere a Suvereto, un borgo medievale di incredibile fascino, o come godere delle bellezze di mille altre perle che la nostra penisola custodisce.

Quella del turismo lento è più che una semplice moda

Dopo il 2020 e con la ripartenza del settore turistico le persone hanno scoperto quella che, nel settore, è stata definita come “vacanze di prossimità”. Questa nuova forma di vacanze ha permesso alle persone di scoprire la bellezza a pochi chilometri da casa, nonché quella di dare sostegno a imprenditori di zona, anch’essi colpiti dai duri cambiamenti di questi anni. 

Il turismo lento, quindi, non coincide con vacanze sornione trascorse tra una dormita in spiaggia e una mangiata di spaghetti alle cozze. Dietro questa definizione c’è molto di più! Per esempio fa riferimento alla scoperta di luoghi fuori dal mainstream turistico, il viaggio attraverso forme di mobilità non inquinanti e la visita presso posti tradizionali, a conduzione familiare o di matrice artigianale. 

Slow tourism: l’Italia è il Paese perfetto

Il termine è conosciuto anche a livello globale con il suo equivalente inglese, ovvero “Slow Tourism” che prevede nuove forme di viaggio attraverso esperienze profonde. Le parole chiave di questo modo di fare turismo sono sostenibilità e scoperta attraverso culture, territori inesplorati e tradizionalità. 

Nasce come alternativa al turismo mordi e fuggi, quello che prevede spostamenti frenetici, movida e divertimento estremo. Al contrario il turismo slow pone al centro della pianificazione del viaggio il valore dell’esperienza, vissuta a livello sensoriale e spirituale. Questo permette di vivere in un modo diverso il luogo di destinazione e, quindi, di memorizzarne i dettagli portando a casa un’esperienza unica e irripetibile. 

Il viaggio come scoperta di sé

Il viaggio diventa l’occasione ideale per riscoprire la nostra interiorità attraverso scelte di vita sostenibili come passeggiate nel verde, visite presso agriturismi e aziende artigianali, relax in riva al mare e così via. 

Questa formula ha trovato grande apprezzamento nel nostro Paese, interamente costellato da mete deliziose che aspettano solo di essere esplorate. Parliamo di piccoli borghi apparentemente dimenticati dal mondo, dove la vita procede ancora con il gusto della lentezza e delle tradizioni di una volta. 

Gli italiani, quindi, stanno riscoprendo il piacere di apprezzare le piccole cose che, come sappiamo, sono sempre quelle più gradite e destinate a imprimersi nella memoria per tutta la vita.