Retsina: storia del vino greco

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Retsina: storia del vino greco nel post a cura di Viaggi nel Mondo

La Retsina, nota anche con il termine di vino resinato, è tra i principali vini bianchi di origina greca. Oggi apprezzato in tutto il mondo, la sue origini, cosi come la sua storia, hanno una valenza plurisecolare. Nato, infatti, come un “intruglio” curativo, divenne ben presto una vera e propria icona, un vino dall’aroma intenso e inconfondibile, oggi simbolo dell’intero Paese. Se poi consideriamo che attorno a questo vino girano vere e proprie leggende, il tutto si fa ancor più affascinante.

Ma qual è la storia del vino Retsina? Scopriamola nel nuovo post a cura di Viaggi nel Mondo dedicato alla Categoria Food & Drink!

Retsina: qual è la sua storia?

Le origini della Retsina potrebbero davvero perdersi quasi nella notte dei tempi. Pare, infatti, che le prime notizie su questo vino greco risalgano addirittura a più di 2.000 anni fa. Già dai primi decenni dopo la nascita di Cristo, infatti, il vino greco Retsina viene citato dallo scrittore romano Lucio Giunio Moderato Columella nel “De de rustica”. Oggetto della “discussione” era la modalità che i greci utilizzavano per chiudere le anfore di vino con la resina. Ma Columella non è l’unico a dare attenzioni al vino resinato. Anche Plinio il Vecchio (nel Naturalis Historia) fa riferimento a questo vino. Ma secondo quanto si tramanda, questo vino dovrebbe avere storia più lunga, a molto prima della nascita di Cristo. In base a quanto si tramanda, infatti, fu Ippocrate ad inventare per primo la Retsina. E lo fece in qualità di bevanda dalle proprietà curative e purificanti, utilizzando vini aromatizzati con aromi come il rosmarino. Il vino veniva conservato, inizialmente, in anfore aperte ma non passò molto tempo che ci si rese conto di come l’aria rovinasse il vino perché lo ossidava. L’idea fu quella di utilizzare della resina di pino di Aleppo per sigillare ogni anfora nella maniera migliore, evitando ogni contatto della bevanda con l’aria. Ma non è tutto: con il passare degli anni questa resina venne unita anche al mosto in fermentazione in modo da creare una sorta di strato protettivo anche all’interno delle botti. E proprio questa resina dona al vino il suo caratteristico aroma, che lo distingue da tutti gli altri, non solo in Grecia ma in tutto il mondo, e che viene definito come leggermente amarognolo ma gradevole grazie alle tonalità di pino che si percepiscono molto facilmente. In molti sostengono che questo vino fosse proprio della città di Atene, tanto da essere consumato dai locali e venire chiamato così “Vino di Atene”.

Le leggende che ruotano attorno alla Retsina

Trattandosi di un prodotto dalle origini millenarie, è inevitabile che attorno alla Retsina siano nate diverse leggende. Ed i Greci le tramandano ancora adesso, di generazione in generazione. La più nota tratta del periodo in cui i Romani saccheggiarono la Grecia e depredavano gli abitanti del loro prezioso vino. Dato che i romani non amavano per nulla la resina di pino e il suo sapore perché non vi erano abituati, i Greci decisero di porre queste resine proprio sulle anfore. In questo modo queste non venivano saccheggiate ed inoltre si riusciva a conservare meglio il vino all’interno. 

Della Retsina si tramanda anche che questo vino sia stata causa della morte di due re, Eric I di Danimarca e Sigurd I di Norvegia. I due sovrano avevano un vero e proprio debole per questa bevanda al punto che, pare, un giorno ne bevvero così tanta da morire per questo.

Il nostro post dedicato alla Retsina, termina qui. Alla prossima con gli approfondimenti dedicati ai piatti tipici e alle ricette provenienti dal mondo, a cura del nostro portale!